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Per molti potrà essere un impiccio, un affare da sbrigare nel più breve lasso di tempo possibile. Per me, invece, il cambio dell’armadio è una vera e propria transumanza spirituale.
Mi affanno, con non poca fatica, a recuperare  da sopra l’armadio le scatole  impolverate e gonfie e tra uno starnuto e l’altro raggiungo traballante la scrivania, facendomi spazio all’ultimo momento con una bracciata spazza-scartoffie.
Aprire quegli scatoloni colorati è sempre emozionante anche se, bene o male, ogni anno il contenuto è sempre lo stesso. Ritrovo i miei maglioncini storici, ricoperti di pallini e consumati sui gomiti, quelli che mi hanno accompagnata in tante giornate fredde e piene di impegni. Ma dove trovare il coraggio per buttarli? Così li ripongo nell’armadio, sicura che troverò un occasione giusta per metterli.
Quello che più stuzzica la mia attenzione sono le sciarpe. Le adoro, di ogni lunghezza, forma e colore; di lana, di cotone e di pile. Non so perchè, ma anche dopo un bel giro in lavatrice conservano sempre il profumo di chi le indossa, e io le amo proprio per questo, per il loro potere evocativo.
Poi è il turno di guanti, stivali, pantaloni e calzettoni. E nella mia testa volano le associazioni e i ricordi, ad ogni indumento è legata una storia, un pensiero, un’immagine.
So che tra pochi giorni il mio armadio sarà già scivolato nella confusione, ma adesso, mettervi tutto con ordine e minuzia, mi regala buone sensazioni. Ed è questo che cerco: piccole, buone sensazioni.

Cambio dell'armadio